Dalle Dolomiti alla spiaggia del lago di Como. Dal Museo romano di Villa Giulia al mercato di Porta Portese che ispirò Claudio Baglioni. Dall´Idroscalo di Ostia dove morì Pier Paolo Pasolini all´ex forte Sant´Erasmo di Venezia. È un vero tesoro quello che dall´Agenzia del demanio rischia di essere trasferito alle autonomie locali. Di quelli che non hanno prezzo, nonostante una stima che supera i 3 miliardi di euro.
L´elenco, stilato dal demanio e ora in commissione bicamerale, ancora non è definitivo, la versione ufficiale verrà pubblicata a fine luglio. Mercoledì ci sarà la relazione del ministro del Tesoro in Consiglio dei ministri, ma intanto ci si può fare un´idea del patrimonio di cui presto potrebbero disporre Comuni, Province e Regioni. A patto che ci sia un progetto di valorizzazione. Per il momento, infatti, i beni vengono solo trasferiti (e per alcuni di essi, soprattutto quelli "naturali", c´è il vincolo che restino demaniali), ma la maggior parte potrà essere venduta a patto che l´alienazione serva a risanare il debito pubblico.
Circa 11mila "pezzi" che nella coscienza collettiva non hanno prezzo, ma che, secondo l´agenzia, un prezzo ce l´hanno, eccome. Innanzitutto spiagge e isole. Tra cui gli isolotti intorno a Caprera e l´isola di Santo Stefano vicino a Ventotene. Poi, parti di Palmaria vicino a Portovenere, dell´isola dell´Unione di Chioggia e di quella di Sant´Angelo delle Polveri a Venezia. Ancora, un pezzo di arenile di Sapri (famosa per la spedizione di Pisacane) e "la spiaggia del lago di Como" a Lecco, quella che diede inizio ai "Promessi Sposi".
Dal mare ai monti, anche le vette sono "in vendita". Ecco così gran parte delle cime che circondano Cortina d´Ampezzo. Le Tofane, il monte Cristallo, la Croda Rossa, il Sorapis e l´Alpe di Faloria. A rischio "cambio di proprietà" non solo la natura. Anche storia e arte cercano un nuovo padrone. A Roma lo cercano il Museo di Villa Giulia, dove rischia il trasloco la coppia di sposi etruschi e la facoltà di Ingegneria accanto a San Pietro in Vincoli. Poi, ancora, l´ex convento della Carità a Bologna (330 mila euro), l´Archivio di Stato di Trieste (5 milioni), l´ex cinta fortilizia "Mura degli angeli" di Genova, Villa Gregoriana a Tivoli, l´ex forte di Sant´Erasmo che affaccia sulla laguna di Venezia (il costo è di 7 milioni di euro), la piazza d´Armi di Reggio Calabria e quella di L´Aquila.
Non stupirà che nella lista figurino anche molti immobili. Roma ha un vero patrimonio. Oltre al mercato di Porta Portese, la tenuta di Capocotta a Castelporziano, un edificio da 22 milioni di euro in centro ora in uso al Senato, l´Archivio generale della Corte dei Conti (67 milioni di euro), l´ex forte Ardeatino e un complesso immobiliare alla Rustica, uno dei pezzi più pregiati della lista con i suoi 90 milioni.
Una specie di supersaldo da fine stagione che non risparmia nemmeno il cinema: rischiano di essere alienati il cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti a Roma (4,5 milioni di euro) e l´Idroscalo di Ostia dove morì Pier Paolo Pasolini, il cui prezzo è fissato a 6,7 milioni. Svendita anche per le infrastrutture: i fari di Mattinata sul Gargano, di Punta Palascia a Otranto, di Spignon a Venezia e "l´antico semaforo della Guardia" di Ponza. Trasferibili anche il campo da golf da 18 buche sull´isola di Albarella di proprietà del gruppo Marcegaglia (oltre 4 milioni), l´antico binario della direttissima Roma-Napoli, quello di Briosco e l´acquedotto di Castellammare di Stabia. Nella lista pure l´ex campo per i prigionieri di guerra di Ragusa e alcune ex case del fascio. Differente il percorso della caserme che, prima di finire agli enti locali, verranno valutate da "Difesa Spa".
L´elenco, stilato dal demanio e ora in commissione bicamerale, ancora non è definitivo, la versione ufficiale verrà pubblicata a fine luglio. Mercoledì ci sarà la relazione del ministro del Tesoro in Consiglio dei ministri, ma intanto ci si può fare un´idea del patrimonio di cui presto potrebbero disporre Comuni, Province e Regioni. A patto che ci sia un progetto di valorizzazione. Per il momento, infatti, i beni vengono solo trasferiti (e per alcuni di essi, soprattutto quelli "naturali", c´è il vincolo che restino demaniali), ma la maggior parte potrà essere venduta a patto che l´alienazione serva a risanare il debito pubblico.
Circa 11mila "pezzi" che nella coscienza collettiva non hanno prezzo, ma che, secondo l´agenzia, un prezzo ce l´hanno, eccome. Innanzitutto spiagge e isole. Tra cui gli isolotti intorno a Caprera e l´isola di Santo Stefano vicino a Ventotene. Poi, parti di Palmaria vicino a Portovenere, dell´isola dell´Unione di Chioggia e di quella di Sant´Angelo delle Polveri a Venezia. Ancora, un pezzo di arenile di Sapri (famosa per la spedizione di Pisacane) e "la spiaggia del lago di Como" a Lecco, quella che diede inizio ai "Promessi Sposi".
Dal mare ai monti, anche le vette sono "in vendita". Ecco così gran parte delle cime che circondano Cortina d´Ampezzo. Le Tofane, il monte Cristallo, la Croda Rossa, il Sorapis e l´Alpe di Faloria. A rischio "cambio di proprietà" non solo la natura. Anche storia e arte cercano un nuovo padrone. A Roma lo cercano il Museo di Villa Giulia, dove rischia il trasloco la coppia di sposi etruschi e la facoltà di Ingegneria accanto a San Pietro in Vincoli. Poi, ancora, l´ex convento della Carità a Bologna (330 mila euro), l´Archivio di Stato di Trieste (5 milioni), l´ex cinta fortilizia "Mura degli angeli" di Genova, Villa Gregoriana a Tivoli, l´ex forte di Sant´Erasmo che affaccia sulla laguna di Venezia (il costo è di 7 milioni di euro), la piazza d´Armi di Reggio Calabria e quella di L´Aquila.
Non stupirà che nella lista figurino anche molti immobili. Roma ha un vero patrimonio. Oltre al mercato di Porta Portese, la tenuta di Capocotta a Castelporziano, un edificio da 22 milioni di euro in centro ora in uso al Senato, l´Archivio generale della Corte dei Conti (67 milioni di euro), l´ex forte Ardeatino e un complesso immobiliare alla Rustica, uno dei pezzi più pregiati della lista con i suoi 90 milioni.
Una specie di supersaldo da fine stagione che non risparmia nemmeno il cinema: rischiano di essere alienati il cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti a Roma (4,5 milioni di euro) e l´Idroscalo di Ostia dove morì Pier Paolo Pasolini, il cui prezzo è fissato a 6,7 milioni. Svendita anche per le infrastrutture: i fari di Mattinata sul Gargano, di Punta Palascia a Otranto, di Spignon a Venezia e "l´antico semaforo della Guardia" di Ponza. Trasferibili anche il campo da golf da 18 buche sull´isola di Albarella di proprietà del gruppo Marcegaglia (oltre 4 milioni), l´antico binario della direttissima Roma-Napoli, quello di Briosco e l´acquedotto di Castellammare di Stabia. Nella lista pure l´ex campo per i prigionieri di guerra di Ragusa e alcune ex case del fascio. Differente il percorso della caserme che, prima di finire agli enti locali, verranno valutate da "Difesa Spa".











