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Democrazia sindacale la Fiom consegna le firme

Democrazia sindacale la Fiom consegna le firme - Partito Rifondazione Comunista
Vittorio Bonanni  da Liberazione 06/07/2010

Faceva già caldo ieri mattina alle 11 davanti a piazza Montecitorio. Ma la sessione pubblica del comitato centrale della Fiom guidata dal segretario generale Maurizio Landini, organizzata in occasione della consegna alla Camera delle oltre centomila firme già raccolte in calce a una proposta di legge di iniziativa popolare sui temi della democrazia sindacale, è riuscita in pieno. Erano alcune centinaia le persone presenti di fronte al gazebo del sindacato che più di ogni altro si è battuto con successo per i diritti dei lavoratori della Fiat di Pomigliano d'Arco, la cui vicenda ha appunto di nuovo fatto emergere il tema della proposta di legge dei metalmeccanici della Cgil.
La Fiom, ed è questo un altro risultato positivo, ha incassato il consenso praticamente di tutta la sinistra, parlamentare ed extra. C'era infatti il Pd, presente con il suo responsabile economico Stefano Fassina, il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro - «condividiamo il metodo e il merito di questa proposta che faremo nostra in Parlamento», ha detto l'ex magistrato -, il segretario del Prc Paolo Ferrero e il portavoce della Federazione Cesare Salvi, Roberto Musacchio, esponente di Sinistra Ecologia e Libertà - «chi ha a cuore i diritti e la dignità non può non essere con voi». ha sottolineato l'ex europarlamentare -, fino a Franco Turigliatto di Sinistra Critica e Marco Ferrando del Partito comunista dei lavoratori. Evidentemente risulta difficile anche per il partito di Bersani non essere d'accordo sulla necessità di attuare quell'articolo della Costituzione che parla di maggiore rappresentatività di cui questa proposta di legge definisce i criteri. Presenti anche Nello, delegato di Pomigliano, e Gianni Seccia, delegato Eutelia, i cui lavoratori sono in sciopero della fame a staffetta da una decina di giorni. La loro presenza, e qui apriamo un inciso, non è casuale. Novecento di loro si sono costituiti parte civile non solo a buon diritto per recuperare un anno e mezzo di stipendi mai dati, ma anche per far valere, dicono, l'articolo 41 della Costituzione che obbliga
l'operato delle imprese ad essere in linea con le compatibilità sociali.
La proposta di legge vuole evitare accordi separati: «Ci auguriamo - ha detto Landini - che rapidamente il Parlamento discuta di questa legge oppure dica che la strada sia quella dell'accordo separato. Teniamo solo conto che in dieci anni sono stati firmati separatamente tre accordi sul contratto nazionale dei metalmeccanici».
Come dicevamo la Federazione della Sinistra ha aderito in pieno all'iniziativa della Fiom: «Condiviamo integralmente la proposta e la battaglia della Fiom per portare la democrazia nei luoghi di lavoro - ha detto il portavoce Cesare Salvi - perché siano i lavoratori e non il padrone e il Governo a decidere chi li rappresenta, perché siano i lavoratori (se lo ritengono), e non il padrone o il Governo, a decidere con referendum sugli accordi che li riguardano»
L'ex ministro ha voluto ricordare «la straordinaria risposta della classe operaia di Pomigliano, a difesa dei propri diritti e della propria dignità» e «l'indispensabile battaglia della Fiom per difendere e anzi rilanciare i principi democratici della nostra Costituzione, oggi attaccati da Governo e Confindustria». Nel corso della mattinata è stato anche letto un messaggo di Fausto Bertinotti, il quale ritiene «giusta e necessaria la campagna per la raccolta di firme a sostegno di una legge che si propone di colmare un vuoto intollerabile, un buco nero nel quale scompare sistematicamente ogni giorno un pezzo vitale della democrazia del Paese». La mobilitazione della Fiom non si ferma qui. Il sindacato delle tute blu tornerà in piazza contro il governo intorno al 20-25 luglio dopo aver costruito dalla prossima settimana in poi una mobilitazione itinerante attraverso le proprie strutture territoriali. Obiettivo, impedire che attraverso il collegato lavoro venga promosso l'arbitrato che dovrebbe sostituire l'articolo 18, già stigmatizzato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
07/07/2010 11:14 pm commenti (0)

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