Accanto alle proteste degli enti locali per gli effetti della manovra finanziaria varata dal governo Berlusconi-Tremonti,e per la quale c’è stata una levata di scudi inizalmente bi-partizan,poi rientrata mediante dei distinguo e delle precisazione soprattutto da parte lighista,viene varata la più massiccia svendita del patrimonio pubblico mai operata nel nostro paese.
Gli interventi di Cota e di altri presidenti di regioni di centro-destra per premiare gli enti virtuosi ha del demagogico e della presa in giro.
La realtà dell’insostenibilità della manovra dal punto di vista sociale è evidente ed i vincoli contabili imposti non sono solo un attacco ai servizi collettivi quali scuola,sanità e assistenza; ma mettono in ginocchio numerosissimi enti locali a cominciare dai comuni.
Ad alleviare le lamentele ecco che arriva il federalismo demaniale secondo cui un enorme patrimonio pubblico e colltettivo sarà trasferito ai comuni, i quali di fronte all’impossibilità acclarata ad espletare le funzioni di ordinaria amministrazione,imposte con la nuova manovra, procederanno ad un autentica svendita del patrimonio pubblico e collettivo a favore dei soliti noti speculatori di turno,con i quali il “demanio SPA” ha già concordato il valore di mercato a cui cedere territorio e beni comuni.
Nulla di più distorto del concetto di federalismo,il federalismo leghista & company si concretizza in regalie inimmaginabili a favore degli speculatori,che incassato il condono edilizio e fiscale, plaudono alle regalie di beni comuni e collettivi.
Ed ecco la lista degli oltre 11.000 beni in lista per essere trasferiti dal demanio agli enti locali e destinati alla cosiddetta “Valorizzazione” cioè Svendita:
La privatizzazione dei servizi pubblici locali, a cominciare da quello idrico, si innesta nella logica della svendita del patrimonio pubblico che è già stato oggetto delle famose cartolarizzazioni attuate da Tremonti & C, in anni precedenti.
Al di là del contenuto poltico della manovra va sottolineato che numerosissimi lotti demaniali sono già stati oggetto di precedenti cartolizzazioni e quindi praticamente sono già passati di mano,alla luce di ciò le cifre pubblicate sono sovrastimate e ad oggi nessuno concosce l’efettivo ammontare delle precedenti cartolarizzazioni.
Da parte dell’opposizione parlamentare si nota un assordante silenzio che, con il maggior partito (il PD) dice “Federalismo sì, ma estremismo federalista no” confondendo Federalismo e regalia.
Tutto ciò ,si dice, per diminuire il debito pubblico,altra falsità clamorosa, poichè in questi anni si è lavorato coscietemente per il suo innalzamento.
Se corrispondesse alla realtà l’impegno di Tremonti contro le banche,ci chiediamo perchè il governo non vara un provvedimento di rinegoziazione del debito contratto dagli enti locali con la Cassa Depositi e Prestiti a tassi di interesse più allineati al mercato?
La risposta è semplice,la Cassa Depositi e Prestiti è una banca privata,che applica agli enti pubblici tassi di interesse non allineati al mercato, assicurandosi così utili enormi e un aumento del debito pubblico pagato dai cittadini.











