L’assessore Furio Mocco al comune di Carcare ,in qualità di capogruppo del PRC, ha abbandonato la seduta di Consiglio Comunale di oggi, Lunedì 2 febbraio, in segno di protesta contro l’accordo PD/IDV/PDL che inserisce lo sbarramento del 4% alle prossime elezioni europee.
Questa protesta non è diretta né contro il Sindaco nè contro gli altri componenti della Giunta e del consiglio Comunale ;ma rappresenta un gesto simbolico con cui intendiamo partecipare alla mobilitazione generale che coinvolge in questi giorni Consigli e Giunte a livello Comunale, Provinciale e Regionale di tutta Italia.
L’accordo PD, PDL, IdV è un attacco alla rappresentanza e alla partecipazione democratica che non può trovare nessun tipo di giustificazione dietro ad esigenze di governabilità o efficienza perché il parlamento europeo non vota nessuna fiducia nè deve garantire la stabilità di nessun governo.
L’adozione di una soglia di sbarramento è un atto politico grave che umilia e mortifica milioni di elettori ed elettrici che saranno privati di rappresentanza politica e che pretende di cancellare per legge, esperienze, pratiche e culture che hanno dato, nel corso della storia del novecento, un grande apporto e contributo alla riconquista e al consolidamento della democrazia nel nostro paese.
E’ una scelta dettata dalla paura di un probabile e possibile calo di consenso che provocherebbe l’implosione del PD mandando a gambe all’aria il progetto di bipartitismo maggioritario e inoltre è prigioniera di una pratica mercantile e di una inaccettabile logica di scambio con Berlusconi su importanti temi politici come giustizia, lavoro, informazione, ecc.
E’ un atto grave perché non si è mai visto in nessun stato d’Europa cambiare le regole del gioco quattro mesi prima dell’elezioni.
Contro L'inciucio Della Riforma elettorale per le Elezioni Europee
targata PD-PDL-IDV
L’adozione di una soglia di sbarramento è un atto politico grave che umilia e mortifica milioni di elettori ed elettrici che saranno privati di rappresentanza politica e che pretende di cancellare per legge, esperienze, pratiche e culture che hanno dato, nel corso della storia del novecento, un grande apporto e contributo alla riconquista e al consolidamento della democrazia nel nostro paese.
E’ una scelta dettata dalla paura di un probabile e possibile calo di consenso che provocherebbe l’implosione del PD mandando a gambe all’aria il progetto di bipartitismo maggioritario e inoltre è prigioniera di una pratica mercantile e di una inaccettabile logica di scambio con Berlusconi su importanti temi politici come giustizia, lavoro, informazione, ecc.
E’ un atto grave perché non si è mai visto in nessun stato d’Europa cambiare le regole del gioco quattro mesi prima dell’elezioni.
Contro L'inciucio Della Riforma elettorale per le Elezioni Europee
targata PD-PDL-IDV








