Furono circa 500.000 i Rom e Sinti trucidati dai nazisti. Il loro è un “genocidio dimenticato”, rimosso dalla memoria collettiva per i pregiudizi che la società europea ha verso di loro. La persecuzione nazista nei confronti dei due principali gruppi del popolo nomade dei cosiddetti “zingari” (emigrato dall’India intorno al XI secolo) è infatti la conseguenza diretta di quel pregiudizio secolare. Lo sterminio nazista dei Rom e dei Sinti è il culmine di una lunga storia di discriminazioni e persecuzioni, sfociate talvolta anche in eccidi sommari di massa, a causa del loro “comportamento asociale” e della loro “propensione a delinquere”. I Rom (soprattutto) sono stati accusati di avere una predisposizione naturale per il furto, il rapimento dei bambini e la magia nera (soprattutto la chiromanzia, praticata dalle donne). Anche le Chiese Cristiane, da quella Cattolica a quelle Riformate, hanno alimentato una serie di pregiudizi verso i Rom, creati dalla credulità popolare, come l’accusa di aver forgiato i chiodi con cui fu crocifisso Gesù e di diffondere le epidemie (soprattutto la peste). Inoltre le teorie eugenetiche per il “miglioramento” della razza, diffusasi nella seconda metà dell’Ottocento nel Nord America ed in Europa, hanno portato molti Stati ad adottare provvedimenti discriminatori verso di loro.







