Fabio Sebastiani
La Fiom da gennaio 2010 ha iniziato a raccogliere le firme in calce a una proposta di legge "per la democrazia sindacale". Il testo si fonda su tre linee di principio:
Rappresentanza . Attualmente le Rsu sono eleggibili solo nelle imprese e unità produttive con più di 15 addetti. La Fiom chiede l'estensione di questo diritto a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, attraverso il sistema proporzionale puro. A tutti i componenti la Rsu, e a loro forme di coordinamento, viene riconosciuta la titolarità di contrattare tutti gli aspetti che compongono la condizione lavorativa. Le elezioni dei rappresentanti sindacali devono tenersi in tutti i luoghi di lavoro in contemporanea, ogni tre anni (tra settembre e novembre, allo scadere del terzo anno) senza quote garantite.
Rappresentatività . Nella legislazione italiana, solo il settore pubblico ha regole che definiscono un legame fra la rappresentatività delle organizzazioni sindacali e il diritto a prendere parte alla negoziazione nazionale, aziendale o territoriale. La Fiom chiede di definire un sistema per la certificazione della rappresentatività sindacale, a livello nazionale e territoriale, attraverso la percentuale di voti ottenuti nelle elezioni delle Rsu e dal numero degli iscritti che versano regolari contributi sindacali. Saranno gli Uffici del lavoro, per conto del ministero del Lavoro, a raccogliere a livello nazionale i risultati delle consultazioni e a combinare questi numeri con quelli degli iscritti. Il diritto a presentare le liste per le elezioni va a tutti i sindacati rappresentativi e a "forme associative" che abbiano raccolto un appoggio di almeno il 5% dei lavoratori del luogo di lavoro in cui agiscono. Per partecipare alle trattative nazionali bisognerà avere almeno il 5% di rappresentanza, tra iscritti e voti.
Referendum e validità degli accordi . La Fiom chiede, attraverso l'esercizio del referendum, che la qualità e l'efficacia di un contratto nazionale e/o aziendale, che di fatto viene applicato a tutti, riceva l'approvazione delle lavoratrici e dei lavoratori che ne sono destinatari. L'ipotesi di accordo è valida se firmata da quelle organizzazioni sindacali che rappresentano il 40% dei lavoratori.
La Fiom da gennaio 2010 ha iniziato a raccogliere le firme in calce a una proposta di legge "per la democrazia sindacale". Il testo si fonda su tre linee di principio:
Rappresentanza . Attualmente le Rsu sono eleggibili solo nelle imprese e unità produttive con più di 15 addetti. La Fiom chiede l'estensione di questo diritto a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, attraverso il sistema proporzionale puro. A tutti i componenti la Rsu, e a loro forme di coordinamento, viene riconosciuta la titolarità di contrattare tutti gli aspetti che compongono la condizione lavorativa. Le elezioni dei rappresentanti sindacali devono tenersi in tutti i luoghi di lavoro in contemporanea, ogni tre anni (tra settembre e novembre, allo scadere del terzo anno) senza quote garantite.
Rappresentatività . Nella legislazione italiana, solo il settore pubblico ha regole che definiscono un legame fra la rappresentatività delle organizzazioni sindacali e il diritto a prendere parte alla negoziazione nazionale, aziendale o territoriale. La Fiom chiede di definire un sistema per la certificazione della rappresentatività sindacale, a livello nazionale e territoriale, attraverso la percentuale di voti ottenuti nelle elezioni delle Rsu e dal numero degli iscritti che versano regolari contributi sindacali. Saranno gli Uffici del lavoro, per conto del ministero del Lavoro, a raccogliere a livello nazionale i risultati delle consultazioni e a combinare questi numeri con quelli degli iscritti. Il diritto a presentare le liste per le elezioni va a tutti i sindacati rappresentativi e a "forme associative" che abbiano raccolto un appoggio di almeno il 5% dei lavoratori del luogo di lavoro in cui agiscono. Per partecipare alle trattative nazionali bisognerà avere almeno il 5% di rappresentanza, tra iscritti e voti.
Referendum e validità degli accordi . La Fiom chiede, attraverso l'esercizio del referendum, che la qualità e l'efficacia di un contratto nazionale e/o aziendale, che di fatto viene applicato a tutti, riceva l'approvazione delle lavoratrici e dei lavoratori che ne sono destinatari. L'ipotesi di accordo è valida se firmata da quelle organizzazioni sindacali che rappresentano il 40% dei lavoratori.











