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La dichiarazione alla Federazione della Sinistra di un simpatizzante MRS

Il Movimento RadicalSocialista ha celebrato  il terzo anniversario della sua fondazione (avvenuta il 9 dicembre 2006) ed entra nel suo quarto anno di vita. MRS è nato per contribuire in maniera originale all’unità della sinistra italiana, oggi così frammentata e perciò debole, invitando le sue molteplici componenti ad andare oltre gli steccati ideologici ereditati dal secolo scorso e che ormai non hanno alcun senso, se non come foglia di fico per nascondere piccoli e anacronistici interessi di bottega. Ma il Movimento ha fatto di più: ha anche cercato di (ri)scoprire – aggiornandolo e sviluppandolo – il bagaglio ideale che può fare da base e denominatore comune alla futura sinistra unita, e lo ha individuato nei valori di libertà e giustizia propugnati sia dal socialismo libertario delle origini che dalla più avanzata tradizione democratica e radicale. Il successo di questa impostazione “eclettica” sul piano ideale e “inclusiva” su quello politico e sociale (a partire dall’accostamento e compenetrazione delle “cause” per cui la sinistra si è sempre battuta e purtroppo anche divisa: lavoro, ecologia, diritti, legalità, pacifismo)  ha procurato autorevoli consensi. Qual è il paradosso? E’ che nella maggior parte dei casi queste forze politiche, mentre mostrano di poter condividere con le altre i principali valori di cui MRS si fa interprete, continuano a pensare in realtà di poterli rappresentare in esclusiva, in una competizione fratricida (e suicida) proprio con i loro interlocutori più prossimi, con i loro “vicini di casa” da cui devono a maggior ragione distinguersi. L’unità che MRS vuole costruire parte però dal basso: da tutta l’estesissima rete di movimenti, associazioni e comitati della società civile che hanno dato vita alla grande, spettacolare manifestazione del No B Day e che oggi costituiscono il “popolo viola”, erede della grande stagione dei “girotondi” e poi dell’onda studentesca: una sorgente di forze fresche, giovani, pulite, di cui MRS fa parte fin dalla prima ora; che non si prestano a nessuna strumentalizzazione partitica e che anzi rappresentano una severa critica ai partiti esistenti, ma che possono contribuire grandemente a far rinascere la politica buona e alta in questo paese, intesa come servizio al bene comune contro la melma affaristica e mafiosa che sta soffocando l’Italia, e fornire a una sinistra rinnovata e democratizzata la materia prima del suo lavoro e delle sue proposte. Alla  recente assemblea nazionale dell’8 novembre hanno partecipato i rappresentanti di ben 20 realtà organizzate, tra partiti, comitati e associazioni. Ciò ha fornito una plastica visione di quello che MRS vuol essere, ma naturalmente non ha dato tutte le risposte riguardo al  “che fare” in una situazione in pieno movimento come quella attuale (“fare... Movimento” era per l’appunto lo slogan): quali siano cioè i compiti e le responsabilità per individuare proposte concrete, sul piano politico e su quello sociale, capaci di “materializzare” gli ideali libertari che ci contraddistinguono in precisi obiettivi da realizzare e indicare al popolo della sinistra. Il tentativo (generoso) di redigere, dopo il “Manifesto ideale”, un “Manifesto economico” alternativo non solo alle dottrine neoliberiste ma anche a quelle obsolete della vecchia socialdemocrazia, si è svolto in un lunghissimo dibattito, di straordinario interesse ma che sarà molto difficile riassumere in proposte unitarie e condivise. Consultando il forum del nostro sito si può constatare la ricchezza e profondità della discussione, ed il numero di idee potenzialmente esplosive: dalle ricette di Gesell alla critica del signoraggio bancario, dalla riformulazione del sistema cooperativo alla green economy, dalle teorie sulla decrescita al reddito di cittadinanza intorno al quale riformare tutto il Welfare. E questo materiale è già a disposizione di tutti. Il che non  esime ovviamente dal dovere di continuare il lavoro iniziato, per produrre una sintesi accettabile; per arrivare a un “documento programmatico” che non diventi l’intoccabile “bibbia” del radicalsocialismo, ma una serie di idee forti e alternative, organicamente connesse tra loro e capaci di guardare ben oltre il recinto dell’esistente (al quale si è ormai arreso tutto il socialismo europeo, compreso Zapatero). Di queste idee chiare, e di questo “pensiero forte”, abbiamo bisogno anche sul piano locale, in quella dimensione territoriale che sarà la nuova frontiera del Movimento RadicalSocialista. Perché “ripartire dal basso” vuol dire anche ripartire dai problemi delle città, delle province, delle realtà concrete in cui i cittadini sono inseriti ed in cui la loro voce si fa più sentire. Il motto “pensa globalmente, agisci localmente” è perfetto per noii, che vogliamo radicarci sul territorio non certo per essere ammessi a far parte dei “poteri” amministrativi, ma sempre con l’obiettivo di ripulire la politica laddove è (o dovrebbe essere) più vicina alla gente, nel senso del disinteresse personale e del bene comune, in direzione di quel cambiamento democratico “dal basso” . Nei suoi 3 anni di vita, MRS ha prodotto cultura e “fatto Movimento”; ha partecipato a tutte le maggiori manifestazioni di piazza contro il governo Berlusconi, culminate nel capolavoro “movimentista” del 5 dicembre; ha aderito alle Consulte per la Laicità, ai coordinamenti dell’opposizione di sinistra, a liste elettorali ed alleanze politiche in cui si faceva strada (anche in modo parziale) il grande obiettivo dell’unità della sinistra (IdV compresa), all’Anpi e ai comitati antifascisti, ai sindacati di base, alle associazioni nazionali e locali ed ai siti e gruppi su internet che portano avanti gli ideali libertari, della giustizia sociale, dell’ecologia, della democrazia radicale e autogestita, dei diritti civili, della pace e nonviolenza, della lotta contro le mafie e la corruzione politica, della difesa intransigente della Costituzione democratica e antifascista. Siamo convinti che intorno a questi valori possa essere rilanciata la più ampia unità dell’opposizione. Ma proprio per questo anche noi mettiamo dei chiari paletti: a “sinistra”, verso tutte le forme dottrinarie e autoritarie del socialismo (sinistra tra virgolette, perché a nostro avviso non c’è nulla più “a sinistra” della libertà eguale!); e a destra non solo – ovviamente – nei confronti dei nostri avversari diretti (berlusconiani e leghisti) ma anche verso il centro clericale e conservatore, con il quale non vogliamo in alcun modo allearci o ritrovarci indirettamente alleati, se non nella comune difesa della democrazia parlamentare e della Costituzione. Per essere ancora più chiari, nessuna coalizione nazionale di centro“sinistra” avrà il nostro appoggio se al suo interno ci sarà l’Udc di Casini; sul piano locale, una volta tenuto nel debito conto l’orientamento generale di MRS, decideranno i nostri circoli sulla base dei casi specifici, in ottemperanza al criterio a noi caro di lasciar loro piena autonomia decisionale (e questo vale ovviamente anche per il rapporto con altre forze politiche la cui espressione locale non sia in linea con i valori che una coalizione realmente progressista deve portare avanti). Infatti sulle forme politiche e organizzative si può discutere, ma non sui valori di riferimento: “radicali” (nel senso della democrazia diretta) e “socialisti”, nel senso dell’eguaglianza dei diritti e delle opportunità. Trasformare il socialismo nella più radicale rivendicazione della libertà individuale, senza perdere nulla della giustizia sociale promessa dall’egualitarismo marxista: questo è il compito del radicalsocialismo, che a noi sembra il più alto ideale politico del XXI secolo, nel solco delle più nobili tradizioni del pensiero libertario, democratico e progressista.
Il manifesto della Federazione della sinistra parte da una dichiarazione di anticapitalismo ed antipatriarcato che dovrà essere sviluppata e specificata in punti concreti riguardanti il salario, la precarietà, le privatizzazioni, le riforme politiche, la pace. La Federazione eredita però dal vecchio Pci una scarsa valutazione dei problemi relativi ai diritti civili. Il tema delle carceri, dei diritti del malato, la tutela dei sottoposti al TSO spesso con metodi feroci, della tutela legale dei poveri è sempre stato relegato in secondo piano rispetto all'economicismo e al parlamentarismo. Oggi i diritti sociali e civili sono diventati frontiere avanzate nella lotta per la difesa dell'umanità dalla crudeltà del liberismo. Se è vera l’analisi della crisi a causa dei bassi salari, bisogna avere il coraggio di proporre una linea di immediato recupero generalizzato, anche in conflitto con il collaborazionismo subalterno delle confederazioni sindacali. La Federazione della Sinistra è l’unico luogo “politico” di sinistra rimasto in Italia, a parte i gruppuscoli che purtroppo disperdono una parte bella e significativa della militanza comunista e socialista. Potrebbe diventare qualcosa di importante e decisivo come la Linke tedesca.
 
Mauro Bramardi   simpatizzante Movimento Radical socialista

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