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La lunga notte della Repubblica

La lunga notte della Repubblica - Partito Rifondazione Comunista
Furio Mocco 15 Luglio 2010

Era il titolo di uno speciale televisivo di Sergio Zavoli,che ricostruiva con minuzia e precisione i fatti salienti dell’Italia di Gelli,Edgardo Sogno,Calvi,Sindona & C..
Quei fatti, quegli episodi,quegli anni riportano alla mente le stragi di Piazza Fontana, la strage di Bologna,l’Italia delle bombe, L’Italia in cui il ministro dell’interno ,poi presidente della Repubblica fù il picconatore Cossiga.L’Italia di Piazza Fontana, di Pinelli, l’Italia della rosa dei Venti, della P2,l’Italia dei servizi segreti deviati.
L’italia di quegli anni fù capace di mobilitarsi e di dare una grande risposta democratica alla deriva destrorsa e fascistoide in atto nel paese.
La sinistra Italiana in quel momento seppe trasmettere la pericolosa trama  antidemocratica e antipopolare che accompagnava quel disegno oscuro e fascistoide denominato Loggia Massonica P2, e seppe costrure su questo una risposta popolare e di massa.
Oggi in un’Italia profondamente mutata, dal punto di vista politico sociale ed economico, il rischio di una deriva autoritaria e fascistoide è più che mai evidente.L’opposizione parlamentare pare più attenta ai contenuti prettamente giudiziari dei casi Cosentino, Protezione Civile, Dell’Utri & C, che a cogliere la portata politica della tragedia in atto.
Tragedia per milioni di cittadini espulsi dal mondo produttivo, senza più tutele diritti e servizi collettivi.I Cosiddetti invisibili, per intenderci quelli delle maschere bianche.
La portata politica dei fatti che stanno accadendo risulta ancora più grave e profonda se paragonata all’Italia di Cossiga e Tambroni,poichè consumata e prodotta all’interno di un sistema elettorale maggioritario. Quello che nell’intento dei proponenti assegna maggioranze qualificate e utili a sovvertire i cardini della nostra carta costituzionale.
Ciò che sta accadendo dimostra ancora una volta il pieno fallimento e la pericolosità democratica delle teorie maggioritarie decantate dai vari Mariotto Segni,ormai assimilate e benedette dai maggiori partiti dell’opposizione parlamentare che capitalizza i risultati del voto utile all’insegna del meno peggio e della paura di Berlusconi. Il fallimento del modello maggioritario è ancora più evidente se si ripensa alle sirene con le quali veniva strombazzata la possibilità, da parte dell’elettore, di eleggere, e quindi di controllare, l’operato dei suoi rappresentanti. Mai come in questo caso è dimostrato il completo distacco tra potere politico e società, tra potere politico ed elettori, tra potere politico e cittadini.
I paralleli tra i fatti di oggi e tangentopoli non tengono volutamente conto della componente politica dei fatti e tendono a dare una lettura esclusivamente moralista e legalitaria di fatti ed eventi che hanno una componente squisitamente politica.
Il problema non è “solo” Berlusconi o Cosentino o Dell’Utri, in qunato persone, il problema più grave e forte, è culturale, è il berlusconismo come cultura di pensiero, il potere e lo strapotere che il modello ha generato.
I casi di corruzione, di infiltrazioni mafiose e mafiogene nella politica,le “pressioni” ed il controllo della magistratura,i pestaggi dei lavoratori e della gente comune, i licenziamenti di massa,sono episodi non sporadici nella storia Italiana, come la recente storia Italiana dal 1920 dimostra.
Anche la nostra regione si allinea all’andazzo nazionale,e non si fa mancare nulla, dalle dimissioni “spontanee” di Scajola, alla richiesta di scioglimento del consiglio comunale di Bordighera,alle grandi opere tra le quali campeggiano la Albenga-Millesimo-Carcare-Predosa,la vicenda rifiuti e società offshore, la piattaforma Maersk,l’ampliamento della centrale di Vado Ligure,la Margonara....
“E l’Italia giocava alle carte,... e parlava di calcio nei bar...”, cantava Giorgio Gaber qualche anno fa, descrivendo l’ascesa al potere dei tecnotrati fascisti. Oggi è più che mai urgente che la sinistra, quella vera, quella espulsa dal parlamemto Italiano, sappia giocare un ruolo forte e decisivo accompagnato da un progetto chiaro di alternativa e di rottura rispetto al presente schema di potere e di governabilità basato su leggi ed equilibri economici nei quali risiedono le ragioni politiche vere del massacro culturale e sociale di un modello che nessuno mette più in discussione.
I richiami ad un modello capitalistico  “ragionevole e compatibile” ecologicamente e finanziariamente, come dice Pirani, rimangono chimere e miraggi di un liberismo temperato e riformista che non trova riscontro nè nelle politiche monetarie e sociali dell’Europa delle banche, nè nelle politiche delle maggioranze e delle minoranze parlamentari italiane.
15/07/2010 03:00 pm commenti (0)

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