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Le cosche,il ministro Maroni e lo Stato che non c'è

Le cosche,il ministro Maroni e lo Stato che non c'è - Partito Rifondazione Comunista
Dino Greco Da Liberazione del 10 Gennaio 2010

Noi diciamo che le parole del ministro Maroni, l'accusa rivolta ai migranti - perché di questo si tratta - di essere, letteralmente, causa del proprio male, sono abominevoli. Lo sono moralmente e politicamente. Il ministro degli Interni sa che il lavoro di raccolta di agrumi e ortaggi nelle campagne siciliane, calabresi, pugliesi, campane viene svolto dai lavoratori stranieri, per lo più extracomunitari; conosce le condizioni di sfruttamento, di inaudito servaggio in cui quel lavoro si svolge; sa della miserabile paga che "remunera" quella durissima fatica; ha certo adeguata nozione delle baraccopoli, delle bidonville , che ricordano le favelas più degradate del pianeta, dove si svolgono gli scampoli di vita che quelle persone riescono a sottrarre al massacrante lavoro quotidiano. Il ministro sa anche altre cose. Per esempio che lo Stato ha nei fatti appaltato alla 'ndrangheta la gestione del mercato del lavoro locale, acconsentendo o subendo che su quell'attività l'organizzazione criminale lucri il pizzo e amministri, come in una zona franca, la più arbitraria e sordida violenza. E che ribellarsi a questo stato di cose non è dato, se non mettendo a repentaglio la propria incolumità o la propria vita. Il ministro dovrebbe poi sapere - ma invece ignora o, piuttosto, finge di ignorare - che la legge razzista varata per disciplinare il fenomeno migratorio impedisce, in realtà, la regolarizzazione di un migrante intenzionato a svolgere onestamente il proprio lavoro e che è stata respinta ogni strategia di emersione fondata sul riconoscimento del permesso di soggiorno a chi trovi il coraggio di denunciare il proprio sfruttatore. Al ministro Maroni, ligio all' imprinting xenofobo della sua parte politica, non interessa che lo Stato si allei con i migranti per promuovere un percorso di integrazione e di cittadinanza condivisa. Meglio chiudere gli occhi e agire con la forza della repressione quando la sofferenza di quella povera gente supera ogni soglia di sopportabilità ed esplode, come a Rosarno, con la furia disperata di chi si sente abbandonato e comprende di non avere più nulla da perdere. Allora, ecco comparire lo Stato. E cosa fa lo Stato? Spazza via i migranti, come rifiuti umani, li deporta, lontano dall'epicentro degli scontri. Dove invece la caccia all'uomo di pelle nera continua. Domani cosa sarà di loro? Dica la verità, signor Ministro, a lei non importa niente. Per questo si permette di pronunciare irresponsabili parole, che forniscono alibi, alibi istituzionali, a continuare la mattanza. Complimenti.
10/01/2010 10:59 pm commenti (0)

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