Di Furio Mocco
Mentre nel paese reale è in atto un devastante massacro sociale, economico e di prospettiva, l’esecutivo è indifferente all’ondata di proteste e al grido di allarme che giunge dalla società italiana.
Mentre nel paese reale è in atto un devastante massacro sociale, economico e di prospettiva, l’esecutivo è indifferente all’ondata di proteste e al grido di allarme che giunge dalla società italiana.
Come l’orchestra sul Titanic, il governo è impegnato a suonare una sinfonia tanto tragica quanto patetica, e non vuole vedere l’iceberg contro il quale i timonieri di Palazzo Chigi hanno guidato la nave Italiana.
La nave fa acqua da tutte le parti.Non c’è un settore,escluso quello finanziario e bancario, che non sia in crisi evidente.In uno scenario che vede un arretramento irreversibile del comparto industriale e strategico, il governo snobba migliaia di lavoratori,di precari proponendo un’agenda politica che continua a non trattare i loro problemi, che sono i veri i problemi del paese.
Mentre migliaia di persone manifestano sotto Montecitorio,l’esecutivo parla di legittimo impedimento e dei problemi giudiziari del presidente del consiglio.Una scelta che aumenta la distanza tra la politica di palazzo e la condizione dei cittadini italiani.
Non un impegno, non una certezza su Alcoa, su Termini Imerese, non una strategia riguardo le politiche indistriali di questo paese.
Il ministro Scajola a proposito degli incentivi a Fiat dichiara di aspettare cosa dirà l’Europa. Non un impegno sull’utilizzo di quegli incentivi, non una parola sui dividendi agli azionisti, che brindano e si spartiscono i dividendi sui resti del massacro sociale in atto.
La Fiat il popolo Italiano se la è già comprata e ricomprata tantissime volte, con le proprie tasse, il proprio salario differito.La Fiat è da anni che ha statalizzato le perdite e privatizzato i profitti.
Marchionne, dopo aver traguardato l’america, si permette persino di snobbare gli incentivi statali al fine di rivendicare un ruolo da industriale.
Intanto si parla di svendita Telecom a Telefonica, intanto ritorna il panico finanziario. E tutti a puntare il dito su Spagna e Grecia. Responsabili,a detta dei media, di questa nuova turbolenza finanziaria.Il governo italiano non prende posizione,l’europa non prende provvedimenti, intanto la deriva finanziaria del capitalismo mieterà ancora tantissime vittime.
Intanto il caso derivati,che si inserisce a pieno titolo nella finanza creativa e nella bolla finanziaria di questo periodo, colpisce anche in Liguria.
Questo non è forse debito pubblico ?
Sarebbe più opportuno si parlasse di legittimo impedimento alla cassa integrazione, alla mobilità, ai licenziamenti, al precariato.Forse le migliaia di persone che in questi anni stanno convivendo con questa situazione sarebbero senz’altro più interessati.












