L’attacco alla libertà di pensiero e di stampa si fa sempre più pesante ed evidente.
Affiancato al taglio dei contributi diretti ai giornali politici e d'idee, di partito e di cooperativa, si aggiunge oggi il taglio alle trasmissioni di opinione e di approfondimento politico che sarebbero costrette al silenzio nel periodo elettorale delle elezioni regionali.
Nonostante il metodo con il quale vengono chiamati a presenziare i personaggi politici nel vari talk show nazionali,ed i criteri secondo cui è spartito lo spazio televisivo,che esclude i non allineati, ciò che si sta concretizzando è un attacco concentrico finalizzato alla cancellazione di ogni voce non allineata.
Per questi motivi i giornalisti domani, sosterranno il ripristino dei fondi all'editoria, per impedire la morte "per decreto" di alcune decine di giornali e la cancellazione di qualche migliaio di posti di lavoro.











