certificazione, arbitrato, depotenziamento del ruolo del giudice del lavoro
Il 26 novembre 2009 il Senato ha approvato il disegno di legge n. 1167 che con gli articoli 32-33-34 rappresenta un nuovo forte attacco al diritto del lavoro ed in particolare all’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori Il Governo di centro-destra, in linea con le politiche del Lavoro descritte nel Libro Bianco di Sacconi, prosegue nel suo progetto di rafforzare i poteri del datore di lavoro e di indebolire i diritti dei lavoratori e nel disegno di Legge 1167 , che fra pochi giorni verrà discusso alla Camera, lo fa attraverso l’introduzione dell’istituto della certificazione, il ricorso all’arbitrato ed il depotenziamento del ruolo del Giudice del Lavoro.
Il 26 novembre 2009 il Senato ha approvato il disegno di legge n. 1167 che con gli articoli 32-33-34 rappresenta un nuovo forte attacco al diritto del lavoro ed in particolare all’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori Il Governo di centro-destra, in linea con le politiche del Lavoro descritte nel Libro Bianco di Sacconi, prosegue nel suo progetto di rafforzare i poteri del datore di lavoro e di indebolire i diritti dei lavoratori e nel disegno di Legge 1167 , che fra pochi giorni verrà discusso alla Camera, lo fa attraverso l’introduzione dell’istituto della certificazione, il ricorso all’arbitrato ed il depotenziamento del ruolo del Giudice del Lavoro.
La legge 30 prevede già la possibilità di una deroga individuale all’applicazione delle norme contrattuali generali , basta che il datore di lavoro ed il lavoratore certifichino la loro volontà presso un organismo di certificazione riconosciuto . Il lavoratore, parte debole del contratto, per non rinunciare alla possibilità di lavorare, sarà disponibile a sottoscrivere un contratto che potrà prevedere meno diritti .
Questo contratto , se passerà anche alla Camera il DL 1167, potrà contenere anche una clausola compromissoria che sottrarrà all’autorità giudiziaria ordinaria le controversie fra le parti e le deferirà a degli arbitri, procedura che, come riconosciuto anche dalla Corte Costituzionale, “dà risultati particolarmente soddisfacenti quando le parti si trovino in posizione di relativo equilibrio. Il che non è nel rapporto di lavoro, ovvero tra due soggetti di forza economica assai diversa” E’ evidente che il lavoratore che ha bisogno di lavorare sarà portato ad accettare qualsiasi contratto. Inoltre gli arbitri potranno decidere senza applicare le leggi e i contratti collettivi ma “secondo equità”, un principio del tutto diverso a quello che le parole potrebbero suggerire; ad esempio, per un licenziamento illegittimo il risarcimento del danno avverrà attraverso una somma forfettaria corrispondente al massimo a 12 mensilità anziché con la reintegrazione nel posto di lavoro Il DL 1167 ha previsto meno protezione anche per il lavoratore che nella certificazione del rapporto di lavoro non sottoscriva l’istituto dell’arbitrato .
Il giudice al quale potrà ricorrere per un’eventuale causa di lavoro non avrà nessun potere di controllo sul contenuto del contratto certificato . Infatti il comma 2 dell’art 32 recita “Nella qualificazione del contratto di lavoro e nell’interpretazione delle relative clausole il giudice non può discostarsi dalle valutazioni delle parti, espresse in sede di certificazione “ Infine l’articolo 34 del disegno prevede tempi più stretti per impugnare il licenziamento, i trasferimenti ed i contratti applicati , pena la perdita del diritto.
I lavoratori a termine ed i collaboratori a progetto, nell’attesa del rinnovo del contratto scaduto se la sentiranno di intentare per tempo una causa che si potrebbe concludere solo con un risarcimento da 2,5 a 12 mensilità? Saprà l’opposizione a questo governo, che ha nelle sue fila tanti ex-sindacalisti ,opporsi con forza a questo nuovo attacco al diritto del lavoro ed alla Costituzione?







