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Ordine del giorno sui servizi pubblici locali di rilevanza economica

secondo quanto previsto dall’articolo 23 bis della legge 133 del 2008 ,approvato all’unanimità dal Parlamento Italiano il 6 Agosto 2008

La Conferenza dei Capigruppo al Comune di Carcare del 06 Febbraio 2009 ha approvato all'unanimità la proposta di ordine del giorno sui servizi Pubblici locali presentata dal gruppo del PRC di Carcare

Ordine del giorno riguardo i servizi pubblici locali di rilevanza economica
 
Il Consiglio Comunale di Carcare
 
CONSIDERATO CHE
·         Il Giorno 6 Agosto 2008 il Parlamento Italiano ha approvato la legge 133
·         Che l’articolo 23 bis di tale dispositivo tratta i servizi pubblici di rilevanza economica e ne disciplina l’affidamento e la gestione al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza.
·         Che il comma 2 del presente articolo recita che “Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità”.
·         Tale articolo pone di fatto i servizi pubblici locali sul mercato sancendone la loro privatizzazione
·         Il comma 5 espressamente prevede la privatizzazione della gestione ed erogazione dei servizi stessi, lasciando nelle mani pubbliche la sola rete distributiva che ha assorbito ingenti investimento pubblici.
·         Il comma 8 prevede che “le concessioni relative al servizio idrico integrato rilasciate con procedure diverse dall'evidenza pubblica cessano comunque entro e non oltre la data del 31 dicembre 2010, senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante”.
·         Da tale data il servizio idrico diventerà una merce quotata in borsa
·         Il Comma 10 fissa un termine di 180 giorni dopo l’entrata in vigore della presente legge per l’emanazione da parte del governo di uno o più regolamenti che dovranno :
ü      Definire “la possibilità per i comuni con un limitato numero di residenti di svolgere le funzioni relative alla gestione dei servizi pubblici locali in forma associata”
ü      Individuare “le norme applicabili in via generale per l'affidamento di tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica in materia di rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas, nonche' in materia di acqua”;
ü       “limitare, secondo criteri di proporzionalità, sussidiarietà orizzontale e razionalità economica, i casi di gestione in regime d'esclusiva dei servizi pubblici locali, liberalizzando le altre attività economiche di prestazione di servizi di interesse generale in ambito locale compatibili con le garanzie di universalità ed accessibilità del servizio pubblico locale;”
·         Il Consiglio Regionale Ligure in contrasto a quanto previsto dall’art 23 bis ha approvato una norma sui criteri ATO che prevede la possibilità di prorogare gli affidamenti in house sino al 2012
·         La Regione Liguria e la Regione Piemonte hanno fatto ricorso per violazione dell'art. 117 Cost. in sede di Corte Costituzionale, bloccando l'effetto applicativo dell'articolo 23 bis
·         L’ effetto di tale ricorso consentirebbe il proseguimento dell’affidamento in house dei servizi pubblici locali sino al 2012
·         La separazione tra gestione – distribuzione affidata ai privati e rete distributiva affidata al pubblico realizza una diminuzione nella fruizione di un bene comune nel quale rientra l’acqua.
·         Nei prossimi mesi, sia il Governo centrale, attraverso un apposito DDL, sia il governo regionale, attraverso la legge di riordino degli ATO, dovranno intervenire riguardo quanto previsto nell’articolo 23 bis riguardo la liberalizzazione/privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali, servizi idrici compresi
·         Tale processo sottrarrà ai Comuni gran parte del loro potere di gestione e controllo su tali servizi, delegando a ciò prima le province e, in seguito, aziende private che su tali servizi ricaveranno ingenti profitti.
·         L’espropriazione dei Comuni Italiani della gestione dei beni comuni,affidandoli ai privati, costituisce un arretramento della democrazia
·         Il comune di Carcare è inserito nell’ATO della provincia di Savona, e che tale struttura sarà oggetto di un provvedimento di riordino secondo quanto previsto dall’articolo 23 bis dalla legge 133 del 2008
·         Le Amministrazioni Comunali Carcaresi hanno sempre interpretato il servizio idrico come un bene comune ed hanno provveduto con ingenti investimenti pubblici propri all’ammodernamento della rete.
·         La gestione diretta ed in economia del servizio idrico effettuata dal Comune di Carcare ha sempre assicurato una economicità di gestione ed un controllo diretto del servizio e della rete
·         Tale gestione ha di fatto assicurato l’erogazione di un servizio basilare e universale a costi contenuti
·         Il Comune di Carcare insieme ad altri comuni limitrofi aderisce al consorzio intercomunale per la depurazione delle acque (CIRA) 

 
DICHIARA
·         l’Acqua un Bene Pubblico e Comune ,nonché un bisogno primario
·         L’Acqua un diritto Pubblico e non una merce da affidare alla logica del profitto privato
·         in base all’autonomia concessa ai Comuni dall’art. 43 del Titolo V della Costituzione, i servizi pubblici locali , e il servizio idrico locale in particolare, “servizi di interesse generale privi di rilevanza economica”.
·         Che il servizio idrico non ha carattere economico, ma rientra nello spirito dell'art. 43 della Costituzione Italiana
 
PROPONE AGLI ESERCIZI DI RISTORAZIONE LOCALE
·         Una campagna di somministrazione dell’acqua potabile pubblica nei propri locali 
·         Di aderire alla campagna “imbrocchiamola” lanciata sul sito www. imbrocchiamola.org
 
CHIEDE
 
·         Al Parlamento Italiano la rielaborazione della legge sopra citata e l’apertura di una discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare sottoscritta da 400.000 cittadini italiani e da numerosi sindaci
·         Alla Regione Liguria un confronto aperto sulla legge di riordino degli ATO provinciali e regole che permettano la gestione pubblica e in economia dei servizi idrici locali.
·         Che si scorpori il servizio idrico dalla legge 133 e si apra una discussione sui servizi di interesse generale (art 43 della Costituzione).
·         Che si intervenga con un piano di investimenti pubblici per rinnovare l'intera rete idrica italiana
DELIBERA
di inviare il presente ordine del giorno
Al Ministro Tremonti
Al Presidente della Regione Liguria
Ai gruppi consiliari regionali
Al Commissario della Provincia di Savona
Ai Sindaci e ai gruppi consiliari dei comuni limitrofi
Al Presidente e ai gruppi consiliari della Comunità Montana
Alla redazione di Altreconomia redazione@altreconomia.it luca@altreconomia.it
Al Comitato Territoriale Savonese per il contratto mondiale sull’ acqua via concordia, 8 17023 Ceriale (sv) TEL. 348-2228314-- E-MAIL: role5400@libero.it
11/02/2009 12:19 am commenti (0)

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