Lunedì 25 ottobre 2010 a Cairo Montenotte gli enti territoriali(comuni valbormidesi, Provincia e Regione) hanno preso atto di ciò che dall’inizio della vicenda Ferrania i lavoratori hanno sempre sostenuto,cioè l’inconsistenza del progetto di rilancio industriale di Ferrania e della Valbormida legata alla crisi Ferrania.
Chi dagli articoli trionfalistici giornalistici e mediatici di questi anni disegnava magnifiche sorti e progressive per Ferrania e La Valbormida,legate agli innumerevoli accordi di programma puntualmente controfirmati,elogiati e sempre disattesi,per onestà intellettuale ora dovrebbe dire : Scusate ci siamo sbagliati.
Queste scuse dovrebbero essere rivolte ed indirizzate prima di tutto ai lavoratori di Ferrania, che hanno subito e continuano a subire tagli di reddito, a patire e subire una condizione morale e psicologica pesante. Che lavorano in condizioni al limite della decenza all’interno di un sito fantasma.
I lavoratori di Ferrania sono stati oggetto di pubblica diffamazione da chi,dalle colonne di alcuni qotidiani on line, li ha definiti privilegiati e “innamorati della cassa integrazione” (IVG.it 17 maggio 2010).Articoli che avevano l’unico scopo di far percepire i lavoratori come gli unici responsabili della situazione in essere,scaricando su di essi responsabilità di altri. Assolvendo a priori in prima istanza la proprietà senza idee e senza piani credibili. Tutto ciò purtroppo non avverrà mai e nessuno chiederà scusa ai lavoratori.
Lunedì 25 ottobre 2010,è stato celebrato il funerale amministrativo di quegli accordi e di quegli impegni. E’ per noi fin troppo facile dire “Noi lo avevamo sempre detto dall’inizio”, contenstando e non firmado gli accordi di programma partoriti in questi anni.
Ad aggravare la situazione è il fatto che questa ammissione avviene solo oggi, dopo che la proprietà ha formalmente concluso l’iter burocratico dell’amministrazione controllata e straordinaria,conclusasi con l’acquisizione del sito.
Ma quanto c’è stato di “Controllato” nel periodo di Prodi Bis ? Perchè si è arrivati ad oggi senza sapere l’effettiva capacità e volontà della proprietà? Queste domande resteranno come sempre senza risposta.
Lunedì sera a Cairo pareva di rivivere alcuni momenti già vissuti nel lontano 2004,e che fanno parte della preistoria di questa vicenda.
Oggi è troppo tardi,in questi anni si è dismesso e distrutto un patrimonio intelletuale di intelligenze,compiuto attraverso continue dismissioni,sipn-off,chiusure di strutture commerciali e produttive.
I lavoratori della ex 3M,ex Imation,ex Ferrania Imaging Techonologies, ex-Ferrania in liquidazione,ex Fitra,ex Ferrania Techonologies,ringraziano per il brillante risultato ottenuto nella vertenza che li ha visti coinvolti e che si concluderà con 225 licenziamenti e poco più di 100 persone attive,non si sa per quanto, all’interno del sito fantasma.
In totale ammontano a circa 700 i posti di lavoro persi dall’inizio della procedura di amministrazione controllata.
L’11 Novembre si riparte per Roma ad aggiungere un altro tavolo ai 6.100 tavoli contemporaneamente aperti per altrettante crisi aziendali in cui è in atto un ricorso alla cassa integrazione straordinaria. Si andrà a Roma per richiedere la sospensione della procedura di mobilità e la sua trasformazione in cassa in deroga,che comunque non è e non sarà mai una risposta nè per i lavoratori nè per il territorio valbormidese.
L’unico percorso serio e perseguibile oggi , in paese serio, sarebbe quello di ricominciare ad attuare un controllo e una pianificazione pubblica dell’economia e degli interventi nei settori strategici, quali le nuove tecnologie e le energie alternative.
Questo sarebbe l’unico progetto serio se si vuole parlare di salvataggio di Ferrania.












