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Travaglio - Belpietro : un dibattito stucchevole

Travaglio - Belpietro : un dibattito stucchevole - Partito Rifondazione Comunista
Di Furio Mocco marteì 24 Agosto 2010
Su “la 7” Lunedì 23 agosto 2010 è andato in scena un ennesimo dibattito insensato. Protagonisti Belpietro e Travaglio che dibattevano sul futuro della legislatura,finiani,scandali reali e indotti , futuri scenari della politica italiana.
Ad indignare ulteriormente lo spettatore occasionale è il fatto che anche le cosiddette televisioni “non lotizzate”,finiscono per esserlo e di dare spazio mediatico sempre ai soliti personaggi che monopolizzano gli schermi televisivi.
In questo caso Belpietro e Travaglio.
Il primo, lontanissimo dal concetto di “giornalismo”, brilla per servilismo e prostrazione al “berlusconi pensiero”, tenta di spacciare i suoi pseudo articoli come attività di inchesta libera in uno scenario di trionfo generalizzato della legalità.A proposito del caso Fini e dei presunti scandali legati agli appartamenti di Montecarlo,sulla scia della giustizia “televisiva e on line”,quella per intenderci stile “porta a porta”,rigorosamente svolta fuori dagli organismi preposti,propone che Fini accetti una visita dei giornalisti armati di videocamere per filmare atti e prove tangibili a supporto della sua innocenza o della sua colpevolezza.
Anche questa proposta è figlia del “berlusconi pensiero” secondo il quale il televoto,il sondaggio, il predellino di un’auto,sono i luoghi ed i mezzi con i quali si interpreta la moderna democrazia oligarchica.
Travaglio gioca il ruolo consueto e attacca Berlusconi esclusivamente sul fronte della “Giustizia”;ma mai sul fronte sociale o culturale.L’opposizione esclusivamente giocata sul fronte, se pur importante, della giustizia e della legalità ha dimostrato i suoi limiti e la storia recente purptroppo, ha sancito l’inconsistenza di tale impostazione.
Ciò che effettivamente manca è un’opposizione, anche di opinione e giornalistica, giocata sul sociale,sulla cultura,sulla crisi, sulla spremitura delle classi sociali a reddito fisso.Un’opposizione giocata come critica delle scelte economiche e stategiche che regalano utili e dividendi ai poteri forti di questo pase,ai quali tuttavia anche l’opposizione parlamentare si rivolge come progetto politico.
Quanto il paese reale sia distante da questo tipo di dibattiti lo testimonia la vicenda dei tre lavoratori di Melfi.Il comportamento apertamente provocatorio della FIAT che sfida e dichiara guerra al sindacato e al sindacalismo che si oppone al diktat padronale.
Così il teatrino della politica ,arrovellandosi su discussioni e dibattiti disgustosi agli occhi dei cittadini normali, non fa che concretizzare il senso di isolamento e di delusione del cittadino moderno descritta da Bauman che nel suo libro “La Solitudine del cittadino globale”.
“Assoluta è l'impotenza dell'attore (cittadino globale) di fronte alle leggi economiche imposte dalla globalizzazione, non solo per il loro carattere globale e per il consenso generalizzato che li circonda; ma anche per la scomparsa di qualsiasi dimensione pubblica, e quindi politica che li possa affrontare. E' chiaro che nessuno di noi, individualmente, ha libertà di scelta e di intervento davanti ai processi dell'economia globale, mentre d'altra parte non c'è forza politica consistente che si ponga, almeno nelle nostre società, l'obiettivo di contrastare una tendenza che viene proclamata universalmente come destino. L’esperienza ci insegna che si può discutere quanto si vuole dei vincoli e delle garanzie che limitino la flessibilità del lavoro; ma la credenza, nel carattere taumatologico del valore della flessibilità, sembra divenuta incontestabile. La scomparsa di una dimensione politica che non si limiti alle logiche e ai riti elettorali (l'unico aspetto politico di cui si discute veramente), fa sì che l'attore contemporaneo(cittadino globale) sia assolutamente inerme di fronte agli effetti della globalizzazione sulla sua esistenza.”
 
Nello scenario di elezioni anticipate,e quindi nel rito elettorale descritto da Bauman,di cui tutti hanno il terrore,questi dibattiti e queste tematiche non faranno altro che aumentare le spinte astensioniste dell’elettorato che si sente sempre più abbandonato,tradito poichè l’oggetto del contendere si concentra su tematiche e argomenti distanti anni luce dai reali problemi del paese e dei suoi cittadini.
 
24/08/2010 06:55 pm commenti (0)

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