Da qualche giorno si susseguono articoli e appelli all’unità della sinistra di fronte alla dilagante deriva autoritaria e fascistoide della destra al potere.
In verità tale esigenza è stata esternata più volte ed occupa una gran parte nel dibattito politico a sinistra.
Mi riferisco in particolare a due articoli, il primo di Franco Astengo comparso sulle pagine Aprileinfo,ora diventato Paneacqua.eu, che si può leggere al seguente link http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=15303 dal titolo “Rilanciare il CLN”, l’altro è l’appello alla unità della sinistra inoltrato da molti esponenti che si piò leggere al seguente link verso l'assemblea di settembre
I due pezzi,convergono nella necessità di un ritorno al sistema elettorale proporzionale e ripropongono,con alcune sfumature, l’idea lanciata da Paolo Ferrero sulla necessità di un accordo tra l’opposizione parlamentare e quella extraparlamentare al fine di convergere su alcuni punti programmatici di legislatura che sono :
ritorno ad un sistema elettorale proporzionale cancellazione delle leggi ad personam emanate dall’esecutivo in questi anni Indire nuove elezioni su base proporzionale.
La proposta di Paolo Ferrero,lanciata alla vigilia delle regionali 2010, non ha avuto alcuna risposta formale nè da parte dell’opposizione parlamenta nè da parte dell’opposizione extraparlamentare. Il motivo di tale silenzio è per me ascrivibile a due sostanziali motivi:
1) L’attuale sistema elettorale non è messo in discussione dai due maggiori partiti dell’opposizione parlamentare (PD e IDV) poichè essi tendono a capitalizzare i risultati del cosiddetto “voto utile” distruggendo tutto ciò che si muove alla loro sinistra. In casa PD il sistema elettorale maggioritario non è quindi oggetto di discussione nè in casa Bersani, nè in casa Veltroni – Franceschini e neppure in casa Marino.
2) I mal di pancia all’interno del PDL con le varie e ripetute prese di distanza dei finiani, potrebbero generare insolite convergenze istituzionali configurando scenari di governi tecnici e alleanze spurie che non contemplano la revisione del sistema elettorale in essere.
3) Esiste una diversa valutazione ed analisi ,almeno nei documenti politico-programmatici, da parte delle forze extraparlamentari sulla possibilità di una riproposizione di un centro-sinistra e di un condizionamento a sinistra della stessa compagine.Praticamente ritorna il nodo centrale sul quale a sinistra si sono consumate laceranti scissioni, quella dei Ferrandiani che ha portato alla nascita del Partito comunista dei lavoratori, la scissione Vendoliana e la nascita di SEL, la nascita della federazione della sinistra, che nel suo documento programmatico propone una strategia di superamento del capitalismo e si pone in una posizione alternativa e indipendente dal PD.
A sostenere la necessità di una convergenza a sinistra interviene la necessità di porre in qualche modo rimedio alla grave crisi occupazionale e di prospettiva in atto.
Tuttavia le ricette e le valutazioni di interventi correttivi nei comparti economici sono destinati a riproporre gli stessi problemi, le stesse divisioni e lacerazioni del passato,tra la cosiddetta sinistra antagonista e la componente cosiddetta moderata.Tali ricette ripropongono nei fatti, i temi e le cause della caduta del governo Prodi e della sconfitta epocale della sinistra.
Per quanto rigurda la necessità di una riproposizione del “CLN” Comitato di liberazioen Nazionale,proposto da Franco Astengo, sinceramnete mi pare che i soggetti che dovrebebro costituirne la nascita non siano per nulla animati dallo stesso spirito costituente che animò i nostri padri costituenti.
Il problema quindi è e rimane politico di prospettiva culturale e strategica. Un provvedimento non è di destra o di sinistra se viene proposto da forze che appartengono a tali schieramenti virtuali. Un provvedimento è contro i lavoratori,quindi di destra, anche se sponsorizzato e voluto dalle forze del vecchio o nuovo centro-sinistra.L’esperienza Pomigliano dovrebbe insegnare qualcosa a tutti.
Per curare gli effetti devastanti della crisi in atto occorre individuarne le cause e queste non sono altro che economico-politiche e di prospettiva. In particolare occorre chiarire prima di tutto a sinistra, se si mettono in discussione o meno le leggi economiche che stanno alla base di questa crisi.
Questo è e rimane il vero problema dell’unità a sinistra.
Occorre quindi che con chiarezza, ognuno dei potenziali soggetti, proclami pubblicamente su quali obiettivi strategici concorda. In assenza di ciò tutto ogni proposta inneggiante all’unità a sinistra rischia di essere un generico e inconcludente appello.
Il silenzio tombale sulla proposta Ferrero è emblematico !
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Furio Mocco 08/07/2010
Furio Mocco 08/07/2010











