L’assemblea nazionale del comitato “vota si per fermare il nucleare”, tenutasi il 9 luglio a Roma ribadisce la necessità di costruire uno spazio pubblico comprendente percorsi e comitati territoriali, elaborazione e confronto di saperi sia di pratiche e vertenze territoriali e nazionali sul terreno dell'alternativa energetica, non intesa come semplice fattore tecnico di produzione ma come motore complesso di nessi sociali e produttivi.
Affermando l'ovvia necessità di abbandonare completamente le fonti fossili di energia e di avviare una riconversione produttiva in un orizzonte Europeo, l'assemblea ha posto l'accento sulla necessità di costruire con un reale esercizio di democrazia un piano energetico complessivo costruito con un parallelo processo bottom-up dai territori.
Insieme a questi punti qualificanti, il documento finale, riprodotto qui sotto, propone iniziative politiche precise da attuare nel prossimo futuro, a sostegno delle lotte locali – ad esempio aderendo all'appello per una manifestazione nazionale a Porto Tolle, in opposizione alla prevista centrale a carbone – per promuovere sia lo sviluppo di piani energetici territoriali sia una conferenza nazionale che elabori un piano energergetico complessivo, per assumere un'iniziativa forte per una strategia contro i cambiamenti climatici e per la giustizia climatica e per rilanciare sul piano europeo l'opzione antinucleare.
Il documento finale dell'assemblea
Il documento finale dell'assemblea











